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Il Novecento. Volume II: Da Lucio Fontana a Piero Guccione

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“I volumi del Tesoro d’Italia, e in particolare i due tomi dedicati al Novecento, sono fortemente carsici, pur dando conto di una storia dell’arte del Novecento che tutti conoscete. In questo secondo volume, come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, se “I volumi del Tesoro d’Italia, e in particolare i due tomi dedicati al Novecento, sono fortemente carsici, pur dando conto di una storia dell’arte del Novecento che tutti conoscete. In questo secondo volume, come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, sentimenti, emozioni e passioni personali, ma ho cercato di garantire a ogni artista lo spazio che merita. La notorietà spesso non indica il valore e il mio compito è stato quello di far emergere in questo secolo così complesso, così breve e così ricco, una quantità di autori dimenticati, che rappresentano la parte più suggestiva di questo percorso. Vi esorto a leggere il mio Novecento come qualcosa che sarà per voi rivelazione di percorsi segreti, di sentieri interrotti e di meravigliosi artisti sconosciuti.” Dall’introduzione di Vittorio Sgarbi Vittorio Sgarbi insegue la bellezza tra straordinarie scoperte e venerati maestri: tra gli altri, Sciltian, Ligabue, Balthus, Giacometti, Fontana e Burri, le installazioni provocatorie di De Dominicis, l’architettura e il design di Ponti, Rossi e Mendini, fino alla poesia dell’assoluto di Cremonini, Ferroni, Gnoli e Guccione. “Per Vittorio Sgarbi l’arte ubbidisce al suo fine se è poesia, e la poesia è qualcosa che una volta corteggiava il sublime e che oggi lui (Sgarbi) chiama anima.” Angelo Guglielmi “Sgarbi suggerisce e fa conoscere una congerie di pittori, scultori, architetti, designer, tutti magnifici, che rappresentano il telaio storico-culturale dell’arte del nostro tempo.” Italo Zannier


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“I volumi del Tesoro d’Italia, e in particolare i due tomi dedicati al Novecento, sono fortemente carsici, pur dando conto di una storia dell’arte del Novecento che tutti conoscete. In questo secondo volume, come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, se “I volumi del Tesoro d’Italia, e in particolare i due tomi dedicati al Novecento, sono fortemente carsici, pur dando conto di una storia dell’arte del Novecento che tutti conoscete. In questo secondo volume, come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, sentimenti, emozioni e passioni personali, ma ho cercato di garantire a ogni artista lo spazio che merita. La notorietà spesso non indica il valore e il mio compito è stato quello di far emergere in questo secolo così complesso, così breve e così ricco, una quantità di autori dimenticati, che rappresentano la parte più suggestiva di questo percorso. Vi esorto a leggere il mio Novecento come qualcosa che sarà per voi rivelazione di percorsi segreti, di sentieri interrotti e di meravigliosi artisti sconosciuti.” Dall’introduzione di Vittorio Sgarbi Vittorio Sgarbi insegue la bellezza tra straordinarie scoperte e venerati maestri: tra gli altri, Sciltian, Ligabue, Balthus, Giacometti, Fontana e Burri, le installazioni provocatorie di De Dominicis, l’architettura e il design di Ponti, Rossi e Mendini, fino alla poesia dell’assoluto di Cremonini, Ferroni, Gnoli e Guccione. “Per Vittorio Sgarbi l’arte ubbidisce al suo fine se è poesia, e la poesia è qualcosa che una volta corteggiava il sublime e che oggi lui (Sgarbi) chiama anima.” Angelo Guglielmi “Sgarbi suggerisce e fa conoscere una congerie di pittori, scultori, architetti, designer, tutti magnifici, che rappresentano il telaio storico-culturale dell’arte del nostro tempo.” Italo Zannier

22 review for Il Novecento. Volume II: Da Lucio Fontana a Piero Guccione

  1. 4 out of 5

    sigurd

    La capra ho parlato a una capra. era sola sul prato, era legata sazia d'erba, bagnata dalla pioggia, belava quell'uguale belato era fraterno al mio dolore. ed io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. questa voce sentiva gemere in una capra solitaria. in una capra dal viso semita sentivo querelarsi ogni altro male, ogni altra vita. (Umberto Saba) La capra ho parlato a una capra. era sola sul prato, era legata sazia d'erba, bagnata dalla pioggia, belava quell'uguale belato era fraterno al mio dolore. ed io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. questa voce sentiva gemere in una capra solitaria. in una capra dal viso semita sentivo querelarsi ogni altro male, ogni altra vita. (Umberto Saba)

  2. 5 out of 5

    Cesare Molin

    L'edizione e l'impostazione grafica meriterebbero 5 stelle; l'esposizione 3. 4 è la media politica. I pro: Sgarbi propone una storia dell'arte italiana quasi completamente alternativa (e che io sappia, pressoché unica), proponendo all'attenzione molti artisti (troppi), quasi tutti figurativi, ingiustamente marginalizzati da un clima culturale che favoriva il modernismo informale come dettato ideologico. Alcune scelte forse dubbie o discutibili ma in generale artisti dotati di solida personalità e L'edizione e l'impostazione grafica meriterebbero 5 stelle; l'esposizione 3. 4 è la media politica. I pro: Sgarbi propone una storia dell'arte italiana quasi completamente alternativa (e che io sappia, pressoché unica), proponendo all'attenzione molti artisti (troppi), quasi tutti figurativi, ingiustamente marginalizzati da un clima culturale che favoriva il modernismo informale come dettato ideologico. Alcune scelte forse dubbie o discutibili ma in generale artisti dotati di solida personalità e stile distintivo. I contro: l'approccio divulgativo di Sgarbi, se non ci si è abituati, può essere profondamente irritante e frustrante. Perché non divulga affatto, per lo più (nonostante questi volumi sembrino destinati ad un pubblico vasto, visto anche formato e prezzo accessibile). A parte le divagazioni egotistiche ("il critico come artista", diceva Oscar Wilde) e il gusto speciale nel raccontarci le sue amicizie con gli artisti, Sgarbi sembra spesso impegnato in un dialogo con sé stesso, autoreferenziale rispetto al suo immenso (ammirevole ma a volte quasi irritante) bagaglio di conoscenze artistiche. E' uno strano loop, perché sembra presupporre nel lettore la conoscenza pregressa di ciò di cui si va a parlare (come quando partono riferimenti a catena ad altri artisti certamente non notissimi). Curiosamente, è proprio quando meno ce ne sarebbe bisogno, quando si toccano nomi ultracelebri (come Burri) coperti da qualsiasi altro testo analogo, che l'esposizione diventa sintetica, fluida, oggettiva e divulgativa. Insomma, non deve ingannare l'apparente formato libero saggistico (alcuni capitoli li riconosco come rielaborazioni di interventi scritti per altre sedi, tipo cataloghi di mostre, e sospetto che il grosso del libro abbia questa origine): la prosa è più sfuggente che conciliante e per trarne qualcosa in termini di vera cultura, questo libro va studiato, non "letto": spulciato alla ricerca di contenuto reale, purgato da deviazioni distraenti, memorizzato un poco alla volta. Un lavoro impegnativo ma pian piano i pezzi del puzzle cominciano a comporsi ed i riferimenti oscuri ed elitari diventano più familiari.

  3. 5 out of 5

    Iolanda

  4. 4 out of 5

    moroschina00

  5. 4 out of 5

    Daniela

  6. 4 out of 5

    Alessandro Serati

  7. 4 out of 5

    Riccardo Simini

  8. 4 out of 5

    Marco Soave

  9. 5 out of 5

    Giammaria Carta

  10. 5 out of 5

    Erica Modena

  11. 5 out of 5

    Giorgia Madonno

  12. 4 out of 5

    Laura Pezzotta

  13. 4 out of 5

    Elena Arisi

  14. 4 out of 5

    Piuma D'Acciaio

  15. 5 out of 5

    Ilaria Filieri

  16. 4 out of 5

    Zelas Di Samirien

  17. 4 out of 5

    Alberto Trombetta

  18. 5 out of 5

    Giulia Bianco

  19. 4 out of 5

    Laura Romanin

  20. 4 out of 5

    Angela

  21. 4 out of 5

    Alice Barocelli

  22. 5 out of 5

    Marcin

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